100 anni fa moriva Amedeo Modigliani

CENTENARIO DELLA MORTE DI AMEDEO MODIGLIANI
(Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920)


Oggi, 24 gennaio 2020, sono passati esattamente 100 anni dalla morte di Amedeo Modigliani, uno dei più grandi artisti di tutto il Novecento, la cui fama e le cui quotazioni sono da allora inversamente proporzionali al riconoscimento, pressoché nullo, che l’artista si vide tributare in vita, a Livorno come a Parigi, dove si era trasferito a partire dal 1906.

Nell’agosto 1919 Léopold Zborowski, poeta polacco “improvvisatosi” agente di Modigliani, di cui ammirava l’opera con appassionato fervore, riuscì a esporre nella Mansard Gallery dei fratelli Sitwell a Londra una selezione di dipinti del pittore livornese. La critica fu entusiasta e una recensione assai positiva uscì sul Burlington Magazine, ancora oggi una delle più autorevoli riviste internazionali di Storia dell’Arte.


Léopold Zborowski ritratto da Modì (1909)
San Paolo del Brasile, Museo d’Arte (MASP)


Modigliani non poté accompagnare le sue opere: i sintomi della meningite tubercolare, che lo affliggevano sin da bambino, si manifestarono più forti che mai e in breve tempo lo portarono alla morte. Tra i suoi ultimi dipinti, un drammatico Autoritratto, l’unico di tutta la sua produzione, e il Ritratto di Thora Klinckowström, una delle sue opere più belle, rappresentano una sorta di testamento allo stesso tempo pittorico e “spirituale”. Dietro il ritratto vi lasciò scritto il più noto dei suoi aforismi: “La vita è un dono dei pochi ai molti, di quelli che sanno ed hanno a quelli che non sanno e non hanno”.


L’autoritratto di Modì (1919)
San Paolo del Brasile, Museo d’Arte (MASP)


Thora Klinckowström ritratta da Modì (1919)
Collezione Privata


Modigliani si spense all’Hopital de la Charité (oggi scomparso) il 24 gennaio 1920 alle 20.45, dopo due giorni di ricovero. La notte del giorno seguente, alle 3.00 del mattino (26 gennaio), Jeanne Hébuterne, l’ultima compagna, si lasciò cadere dal quinto piano dell’appartamento dei suoi genitori, con in grembo il secondo figlio della coppia, al nono mese di gravidanza. Il 27 gennaio Modì venne sepolto nel cimitero di Père Lachaise, mentre l’amata Jeanne fu tumulata nel cimitero di Bagneux.



Solo nel febbraio 1927 le due famiglie, da sempre separate dall’odio e dal risentimento, si unirono nel dolore: la salma di Jeanne venne infatti traslata al Père Lachaise, accanto a quella di Modigliani, dove una lapide, scritta in italiano, racconta di Amedeo che “morte lo colse quando giunse alla gloria” e ricorda di Jeanne che ella fu “di Amedeo Modigliani compagna devota fino all’estremo sacrifizio”.



 

 

 

 

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